Sicurezza nella Qualità

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Evento formativo: il valore delle persone in azienda nell'era 4.0

Grande successo ieri sera al workshop “E' il capitale umano che determina il capitale economico di un'azienda” organizzato assieme ad altri quattro professionisti amici e tenuto presso l’Agriturismo Cà del Lupo di Palazzolo sull’Oglio.

 

L’incontro formativo è stato spunto di interessanti confronti tra diverse figure professionali e di stimolanti scambi di idee. Gli interventi dei relatori sono stati concisi ma efficaci, e hanno affrontato diverse tematiche incentrate su come ottimizzare e incentivare al meglio le risorse umane presenti in ogni azienda, catturando piacevolmente l’interesse di tutti gli imprenditori presenti.

 

Gli argomenti trattati:

    • - Come gestire al meglio le persone e portarle a fare grandi risultati.
    • - L'organizzazione prima di tutto: l'organigramma come strumento di motivazione.
    • - Welfare aziendale: incentivare risparmiando.
    • - Conoscere i Fondi Interprofessionali come opportunità per le aziende.
    • - La formazione obbligatoria in azienda: un potente strumento di crescita se si sa come fare.

e la partecipazione attiva dei presenti, hanno contribuito al successo dell'evento.

 

La serata è stata costruttiva sia per gli imprenditori che per noi relatori, grazie anche ai molti spunti scaturiti in poco più di due ore di interventi.

 

Visto il coinvolgimento dimostrato e le richieste degli iscritti, stiamo già programmando degli eventi di approfondimenti futuri.

Vi terremo aggiornati!

 

Colgo l’occasione per rinnovare i ringraziamenti a tutti i presenti alla serata.

 

Alessandro Bonamano

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Evento formativo: il valore delle persone in azienda nell'era 4.0

 

E' IL CAPITALE UMANO CHE DETERMINA IL CAPITALE ECONOMICO DI UN'AZIENDA

Incontro rivolto a Imprenditori e Titolari di aziende per comprendere cosa fare per costruire un TEAM al lavoro.

 

Data e Ora

gio 28 febbraio 2019

16:30 – 19:30 CET

 

Località

Agriturismo Cà del Lupo

77 Via Palosco

25036 Palazzolo sull'Oglio (BS)

 

Programma:

  • 16.30: registrazione partecipanti
  • 16.45: Inizio lavori e interventi degli esperti
  • 18.30: Quesiti e sessione domande e risposte

A seguire verrà offerto un aperitivo.

 

Argomenti trattati:

  • Come gestire al meglio le persone e portarle a fare grandi risultati
  • L'organizzazione prima di tutto: l'organigramma come strumento di motivazione
  • Welfare aziendale: incentivare risparmiando
  • Conoscere i Fondi Interprofessionali come opportunità per le aziende
  • La formazione obbligatoria in azienda: un potente strumento di crescita se si sa come fare

 

Per ulteriori approfondimenti sull'evento clicca qui

Impianto di videosorveglianza sul posto di lavoro: regole e normativa

L’installazione di un impianto di videosorveglianza sul posto di lavoro è uno dei temi più delicati in ambito privacy, perché si colloca a metà strada tra la tutela dei beni e dei dati aziendali (e la protezione dei dipendenti) e la tutela dei dati personali del personale ripreso.

videosorveglianza aziendale_iso 9001_cerrtificazioni_privacy_regolamento.

 

Di seguito sono riportate le principali prescrizioni stabilite ad oggi dalle varie normative e regolamenti che disciplinano l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza.

Il provvedimento generale in materia di videosorveglianza del 8 Aprile 2010 del Garante per la protezione dei dati personali, prescrive che l’installazione di un impianto di videosorveglianza deve essere fondato sul rispetto dei seguenti principi:

  • Principio di liceità: il trattamento dei dati derivati da videosorveglianza è possibile solo se è fondato su uno dei presupposti di liceità previsti dalla normativa;
  • Principio di necessità, il quale impone un’attenta configurazione dei sistemi informatici per ridurre al minimo l’utilizzazione di dati personali;
  • Principio di proporzionalità nella scelta delle modalità di ripresa e dislocazione e di un trattamento di dati pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità perseguite.
  • I dati personali devono essere adeguati, pertinenti e limitati a quanto necessario per le finalità del loro trattamento.

Per quanto riguarda l’informativa, si ricorda che gli interessati devono sempre essere informati che stanno per accedere in una zona videosorvegliata. A tal fine si può utilizzare il modello semplificato di informativa “minima”, indicante il titolare del trattamento e la finalità perseguita, collocato in una posizione chiaramente visibile e prima del raggio di azione della telecamera.

Le misure di sicurezza tecniche ed organizzative che il titolare deve mettere in atto per verificare l’attività espletata da parte di chi accede alle immagini o controlla i sistemi di ripresa sono:

  • Gli operatori devono essere in possesso di credenziali di autenticazione che permettano di effettuare, a seconda dei compiti attribuiti ad ognuno, unicamente le operazioni di propria competenza;
  • Misure tecniche od organizzative per la cancellazione delle registrazioni allo scadere del termine previsto;
  • Nel caso di operazioni di manutenzione, si può accedere alle immagini solo al fine di effettuare verifiche tecniche e in presenza di soggetti dotati di credenziali.
  • La trasmissione di immagini riprese deve essere effettuata previa applicazione di tecniche crittografiche che ne garantiscono la riservatezza, soprattutto per trasmissione di immagini da punti di ripresa dotati di connessioni wireless.
  • Tutte le persone incaricate al trattamento, autorizzate ad accedere sia ai locali dove sono situate le postazioni di controllo, sia ad utilizzare gli impianti, devono essere designate per iscritto. Deve trattarsi di un numero limitato di soggetti. Occorre altresì individuare diversi livelli di accesso in corrispondenza delle specifiche mansioni attribuite ad ogni singolo operatore.

La conservazione deve essere limitata al massimo alle 24 ore successive alla rilevazione, fatte salve speciali esigenze di ulteriore conservazione in relazione a festività o chiusura di uffici o esercizi, nonché nel caso in cui si deve aderire ad una specifica richiesta investigativa dell’autorità giudiziaria o di polizia giudiziaria.

 

Nel settore specifico dei rapporti di lavoro, l’installazione degli impianti audiovisivi, richiesti da esigenze organizzative e produttive o dalla sicurezza del lavoro, dai quali possa derivare anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori in orario di lavoro, può essere eseguita soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali aziendali, oppure, in mancanza di queste, con la commissione interna. In difetto di accordo, su istanza del datore di lavoro, provvede la sede territoriale dell'Ispettorato del lavoro.

Le imprese con unità produttive ubicate in diverse province della stessa regione, ovvero in più regioni, possono presentare apposita istanza o alle singole sedi territoriali dell'Ispettorato Territoriale del Lavoro ovvero alla sede centrale dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro.

I luoghi soggetti alla normativa sono anche gli ambienti esterni dove venga svolta attività lavorativa in modo saltuario o occasionale, come per esempio le zone di carico e scarico merci.

L’installazione di un impianto è legittima se tale accordo è richiesto precedentemente il montaggio dell’impianto stesso.

Si precisa che la disposizione generale, relativa alla richiesta di autorizzazione ministeriale o di accordo sindacale, non si applica né agli strumenti utilizzati dal lavoratore per rendere la prestazione lavorativa, né agli strumenti di registrazione degli accessi e delle presenze.

 

Il Ministero del Lavoro con la nota n°11241 del 1 Giugno 2016, ha fornito alcuni chiarimenti in merito agli aspetti sanzionatori applicabili in caso accertamento, da parte degli organi di vigilanza, dell’installazione di impianti audiovisivi, dai quali possa derivare anche la possibilità di controllo a distanza dell’attività dei lavoratori in orario di lavoro, privi del prescritto accordo. Il legislatore ha previsto che il mancato rispetto della norma in materia di videosorveglianza è punito con ammenda da € 154 a € 1.549, salvo che il fatto non costituisca reato più grave.

La violazione della norma non è esclusa dalla circostanza che tali apparecchiature siano solo installate ma non ancora funzionanti, né dall’eventuale preavviso dato ai lavoratori, né infine dal fatto che il controllo sia discontinuo perché esercitato in luoghi dove i lavoratori possono trovarsi anche solo saltuariamente.

 

Il 19 Febbraio 2018 è stata pubblicata la circolare n.5 del Ispettorato Nazionale del Lavoro, contenente le indicazioni operative sull’installazione e utilizzazione di impianti audiovisivi e di altri strumenti di controllo ai sensi dell’art. 4 della legge n. 300/1970. Per maggiori dettagli si richiama l’articolo pubblicato nel nostro sito “INL, circolare su installazione e utilizzo di impianti audiovisivi di controllo” consultabile al seguente link: INL, CIRCOLARE SU INSTALLAZIONE E UTILIZZO DI IMPIANTI AUDIOVISIVI DI CONTROLLO .

Una delle finalità previste per il controllo a distanza dei lavoratori è quella legata alla sicurezza del lavoro ed al fine di fare chiarezza su questo aspetto, l’Ispettorato Nazionale del Lavoro con una lettera circolare con protocollo di data 18 giugno 2018, ha dato indicazioni operative sul rilascio dei provvedimenti autorizzativi in capo all’Ispettorato stesso. In caso di richieste di autorizzazione legate ad esigenze di “sicurezza del lavoro”, devono essere puntualmente evidenziate le motivazioni di natura prevenzionistica che sono alla base dell’installazione di impianti audiovisivi e altri strumenti di potenziale controllo a distanza dei lavoratori, corredate da una apposita documentazione di supporto. Nella lettera circolare si precisa che le affermate necessità legate alla sicurezza del lavoro devono trovare adeguato riscontro nell’attività di valutazione dei rischi effettuata dal datore di lavoro e formalizzata nell’apposito documento (DVR).

Pertanto l’istanza dovrà essere corredata dagli estratti del documento di valutazione dei rischi, dai quali risulti che l’installazione di strumenti di controllo a distanza è misura necessaria ed adeguata per ridurre i rischi di salute e sicurezza cui sono esposti i lavoratori.

Come ottenere la riduzione del premio INAIL

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Tutti i datori di lavoro sono obbligati a versare all’INAIL i contributi assistenziali necessari per garantire l’assicurazione dei propri dipendenti in caso di infortunio sul lavoro, malattia professionale o invalidità. L’obbligo di assicurazione INAIL è rivolto anche ad artigiani e lavoratori in campo agricolo, i quali sono obbligati ad assicurare anche se stessi.

In caso di infortunio sul lavoro, l’assicurazione INAIL garantisce al lavoratore un’indennità nel periodo di astensione dall’attività lavorativa.

Il datore di lavoro e l’artigiano pagano, ogni anno, il premio INAIL mediante autoliquidazione.

Il premio INAIL ordinario che il datore di lavoro deve pagare a garanzia della copertura dall’assicurazione in caso di infortunio sul lavoro, è determinato dall’ammontare delle retribuzioni, effettive o convenzionali corrisposte durante il periodo assicurativo, e dal tasso del premio.

La parte relativa al tasso del premio INAIL può subire delle oscillazioni: il tasso medio nazionale che si applica alla singola azienda può subire delle agevolazioni in relazione a specifiche situazioni, indicative di un minore o maggiore rischio a livello aziendale.

Il tasso del premio ordinario può, dunque, subire oscillazioni se l’azienda ha attuato le disposizioni in materia di sicurezza e prevenzione.

L’oscillazione è trattata diversamente a seconda che l’azienda sia operante nel primo biennio di attività od oltre ad esso.

L’oscillazione per l’azienda operante oltre il primo biennio di attività può essere di due tipi:

  • oscillazione per andamento infortunistico;
  • oscillazione per prevenzione.

Le aziende quindi che eseguono interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro, in aggiunta a quelli minimi previsti dalla normativa in materia (D.lg. 81/2008 e s.m.i.), vengono premiate dall’INAIL con la riduzione del tasso dovuto dai datori di lavoro per il calcolo dell’autoliquidazione e del relativo premio assicurativo, denominato oscillazione per prevenzione (OT24).

Per accedere alla riduzione, l’azienda deve presentare un’apposita istanza Modello OT24 2018, esclusivamente in modalità telematica, attraverso la sezione Servizi Online presente sul sito www.inail.it, entro il termine del 28 febbraio 2019, unitamente alla documentazione probante richiesta dall’Istituto. Si ricorda che l’azienda deve aver effettuato interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro nell’anno solare precedente quello di presentazione della domanda (2018).

La documentazione ritenuta probante l’attuazione dell’intervento dichiarato, da presentare unitamente alla domanda, viene individua dall’INPS per ogni intervento dichiarato.

La riduzione del premio da versare all’INAIL avviene tramite la riduzione del tasso medio di tariffa, che viene determinata in relazione al numero di lavoratori/anno del periodo, calcolati per singola voce di tariffa, secondo un determinato schema:

Lavoratori-Anno

Riduzione

Fino a 10

28%

Da 11 a 50

18%

Da 51 a 200

10%

Oltre 200

5%

 

Nel Modello OT24 gli interventi si presentano articolati nelle seguenti quattro sezioni:

  • A Interventi di carattere generale;
  • B Interventi di carattere generale ispirati alla responsabilità sociale;
  • C Interventi trasversali;
  • D Interventi settoriali generali;
  • E Interventi settoriali.

All’interno di tali sezioni, gli interventi sono classificati in funzione della loro applicabilità all’intera azienda oppure a singole Pat (Posizione Assicurativa Territoriale). In particolare, gli interventi trasversali generali (TG) e gli interventi settoriali generali (SG), si riflettono sull’azienda nel suo complesso e devono essere realizzati su tutte le Pat del cliente.

In caso di selezione di interventi definiti “Trasversali” o “Settoriali” la definizione della domanda esplica effetti solo sulla Pat o sulle Pat interessata/e dagli interventi migliorativi in materia di sicurezza ed igiene nei luoghi di lavoro.

Ad ogni intervento è attribuito un punteggio. Per poter accedere alla riduzione del tasso medio di tariffa è necessario aver effettuato interventi tali che la somma dei loro punteggi sia pari almeno a 100.

Per alcuni interventi, il punteggio è stato differenziato in relazione al settore produttivo di appartenenza dell’azienda, individuato attraverso le voci di tariffa con cui è assicurata l’attività aziendale.

In generale, per il raggiungimento del punteggio è possibile selezionare sia interventi relativi a diverse sezioni che a una sola sezione del modulo, tranne in caso di attuazione di interventi ispirati alla responsabilità sociale. Il punteggio assegnato agli interventi di responsabilità sociale è graduato in relazione alla dimensione aziendale (grandi, medie, piccole e micro imprese).

 

 

 

Decreto legislativo di adeguamento al GDPR

Il testo del decreto privacy attuativo del GDPR è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale e sarà in vigore dal 19 settembre.

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Lo scorso 8 Agosto è stato approvato dal Consiglio dei Ministri n. 14 il decreto legislativo attuativo dell'art. 13 della legge di delegazione europea 2016-2017 (L. n. 163/2017); tale decreto introduce disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati.

Il Consiglio dei Ministri rende nota la decisione “di agire novellando il codice della privacy esistente, […]. Si è scelto di garantire la continuità facendo salvi per un periodo transitorio i provvedimenti del Garante e le autorizzazioni, che saranno oggetto di successivo riesame, nonché i Codici deontologici vigenti. Essi restano fermi nell’attuale configurazione nelle materie di competenza degli Stati membri.

Il testo definitivo di tale decreto è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale Serie Generale n.205 del 04-09-2018 col titolo “Disposizioni per l'adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2016/679 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativo alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati e che abroga la direttiva 95/46/CE (regolamento generale sulla protezione dei dati)”. L’entrata in vigore del provvedimento è il 19 Settembre 2018.

Alla luce della pubblicazione del testo ufficiale del decreto attuativo, è reso definitivamente formale che le norme del decreto di adeguamento, del Codice novellato da quest’ultimo, e i futuri provvedimenti adottati dal Garante, vanno interpretati e applicati alla luce del GDPR, e sono applicabili solo in quanto siano ad esso conformi. Tale concetto è stabilito dall’art.1 e rafforzato dall’art. 22 del nuovo decreto.

Il decreto pubblicato in Gazzetta Ufficiale è consultabile cliccando il seguente link.

Per avere maggiori informazioni sul GDPR e sulle fasi di pubblicazione del Decreto attuativo, è disponibile il nostro articolo Proroga del governo italiano per l’entrata in vigore del decreto legislativo di adeguamento al GDPR.

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