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LA NEWS DEL MARTEDI’ – IL METODO ACTIVE

Questo articolo è il primo della serie “La news del martedì – Contenuti di valore per migliorare l’organizzazione della tua azienda” di Active Engineering.

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Non perderti questo appuntamento fisso: seguici su Facebook https://www.facebook.com/IngAlessandroBonamano/ e attiva le notifiche per la nostra pagina così sarai sicuro di non perderti i nostri contenuti. Ogni martedì puoi trovare degli approfondimenti per potenziare la tua Azienda, capendo come agire per migliorare l’organizzazione delle tue attività. Mentre giornalmente puoi trovare delle news o dei contenuti di interesse che riguardano il mondo delle PMI.

Per chi non ci conoscesse già, siamo il punto di riferimento solido, affidabile e competente nel mercato della Consulenza Organizzativa Imprenditoriale per le piccole e medie imprese che vogliono ricevere supporto nella crescita e nel miglioramento aziendale.

Affianchiamo l’Imprenditore affinché trasformi la propria Azienda in un luogo stimolante dove tutti i soggetti attivi vengano coinvolti nel raggiungimento degli obiettivi aziendali attraverso un metodo sperimentato e un’organizzazione in grado di definire i ruoli, gli obiettivi e la rotta da seguire per raggiungerli.

Il Sistema per raggiungere tale risultato è il METODO ACTIVE.

Applicando il nostro Sistema Qualità Efficace, la tua Azienda percorrerà un cammino di innovazione che ti permetterà di creare un’organizzazione in grado di raggiungere gli obiettivi che hai pianificato.

 

“Voglio aumentare il mio margine di guadagno"

“Voglio avere più tempo disponibile"

"Voglio migliorare l'organizzazione delle attività operative”

 

Sicuramente almeno una volta hai espresso uno o più di questi bisogni: sono le priorità principali di tutti gli Imprenditori.

Per risolvere una alla volta queste esigenze, ogni Imprenditore deve agire, per migliorare la propria pianificazione e l’organizzazione delle attività operative. Per fare questo si deve utilizzare un Metodo.

Attraverso il METODO ACTIVE ti mettiamo a disposizione la nostra "cassetta degli attrezzi" composta dalle nostre competenze, dalla Diagnosi di valutazione iniziale (D.A.I.), dalle tecniche di organizzazione, dalle regole di valutazione, da strumenti software. Con tutti questi attrezzi ogni Imprenditore riuscirà a individuare quali sono gli AMBITI aziendali che non sta sfruttando correttamente, evidenziando dove l’Azienda ha più margini di miglioramento. Inoltre l’applicazione del METODO ACTIVE permetterà in tempi brevi di comprendere le PRIORITA’ di intervento partendo dalla fotografia aziendale.

 

Il METODO ACTIVE è basato sul ripetersi di 4 fasi FONDAMENTALI (detto CICLO DI MIGLIORAMENTO).

- PIANIFICARE: significa ridurre la complessità e programmare le attività da svolgere.

- OTTIMIZZARE: significa efficientare i processi, risalendo alla causa degli errori per evitarne il ripetersi.

- MISURARE: non si può migliorare ciò che non si Misura. Definire una processo per misurare le attività consente di intervenire in tempo per correggere la rotta.

- MIGLIORARE: l’Imprenditore deve mettere in atto delle attività e prendere delle decisioni per migliorare continuamente il proprio business, basandosi sui risultati delle prime tre fasi.

 

Grazie all’applicazione del METODO ACTIVE tutte le risorse coinvolte nei processi sapranno esattamente cosa fare per raggiungere gli obiettivi, che saranno chiari e ben condivisi. Si raggiunerà un aumento dell’efficienza della produzione e una diminuzione di sprechi ed errori. L’Imprenditore tralascerà le attività operative dedicando il proprio tempo ad attività  strategiche e di maggior valore.

 

Il METODO ACTIVE è il sistema che crea il tempo per te Imprenditore, aumentando il valore della tua Azienda.


Contattaci senza impegno per saperne di più sul
METODO ACTIVE e per conoscere nel dettaglio i benefici che può ottenere la tua Impresa.

Rimani aggiornato sulle nostre iniziative e sui nostri contenuti speciali: visita il nostro sito https://www.sistemi-iso.it/ e seguici sulla nostra pagina facebook https://www.facebook.com/IngAlessandroBonamano/.

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Buon lavoro!

 

Active Engineering di Ing. Alessandro Bonamano

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Decreto liquidità: i prestiti per le PMI

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Liquidità approvato dal Consiglio dei Ministri, diventano operative dal 09 aprile 2020 le misure a supporto di Imprese, artigiani, autonomi e professionisti.

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Per favorire la ripartenza del sistema produttivo italiano, una volta superata l’emergenza sanitaria causata dal covid-19, le piccole e medie imprese possono chiedere sia i prestiti garantiti dal Fondo centrale di garanzia PMI sia quelli coperti da SACE.

Il Fondo di Garanzia è accessibile per le PMI con un forte snellimento delle procedure burocratiche per tutto il 2020. La garanzia è gratuita (senza commissioni): le imprese pagano solo gli interessi sul finanziamento. Principalmente il Fondo agirà su tre direttrici principali:

  • - garanzia al 100% per i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 25.000 euro, senza alcuna valutazione del merito di credito. In questo caso le banche potranno erogare i prestiti senza attendere il via libera del Fondo di Garanzia;
  • - garanzia al 100% (di cui 90% Stato e 10% Confidi) per i prestiti di importo non superiore al 25% dei ricavi fino a un massimo di 800.000 euro, senza valutazione andamentale;
  • - garanzia al 90% per i prestiti fino a 5 milioni di euro, senza valutazione andamentale.

E’ stata inoltre prevista la possibilità di concedere alle imprese garanzie statali sui prestiti bancari attraverso SACE.

Se una PMI ha già chiesto e ottenuto prestiti fino a 5 milioni di euro coperti da Fondo Centrale di Garanzia (o comunque il finanziamento massimo disponibile in base alle proprie caratteristiche), può chiedere un nuovo prestito con la garanzia di SACE.

L’importo massimo è pari al 25% del fatturato 2019 oppure al doppio dei costi di personale.

La garanzia è:

  • - al 90% per le imprese fino a 5mila dipendenti e fatturato fino a 1,5 miliardi di euro;
  • - all’80% se il numero di dipendenti è superiore a 5mila oppure il fatturato è fra 1,5 e 5 miliardi di euro;
  • - al 70% per chi ha ricavi sopra i 5 miliardi.

Anche in questo caso, i tassi sono inferiori di quelli normalmente applicati, ma si pagano le commissioni sulla garanzia.

Ai fini dell’ammissione ai prestiti SACE, le PMI sono definite in base alle norme europee, quindi imprese fino a 250 dipendenti e fatturato annuo fino a 50 milioni di euro oppure, fermo restando il numero dei dipendenti, totale di bilancio annuo fino a 43 milioni di euro.

 

Il modo migliore per utilizzare questo prestito è quello di finanziare nuovi interventi per riprogrammare il modello di business o permettere lo sviluppo di nuovi progetti. Facendo fruttare la cifra presa in prestito, l’Azienda sarà in vantaggio rispetto alla concorrenza al momento della ripartenza.

Noi forniamo agli Imprenditori gli strumenti adatti a ripianificare in maniera corretta il nuovo modello di business aziendale.

Scrivici a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. per condividere con noi i tuoi progetti o se vuoi avere maggiori informazioni relative al contenuto del Decreto.

 

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Gli impatti del COVID-19 sui ricavi delle imprese italiane secondo il Cerved

Cerved è operatore primario in Italia nell’analisi del rischio del credito e una delle principali agenzie di rating in Europa. Il Cerved Industry Forecast è il report pubblicato semestralmente che analizza le prospettive dell’economia italiana, grazie alle previsioni sulle dinamiche di oltre 200 settori.

Il report del Cerved Industry Forecast di marzo 2020 è rivolto agli impatti attesi della pandemia di Coronavirus sull’economia italiana.

I modelli utilizzati per stimare l’impatto del Coronavirus sull’economia italiana, è basato principalmente su due scenari.

  • Uno scenario base, secondo il quale l’emergenza terminerebbe a maggio 2020. Rientrata l’emergenza, sarebbero necessari due mesi per tornare alla normalità, con impatti molto importanti sulle economie mondiali e quindi sulle attività di import-export.
  • Uno scenario pessimistico, che prevede la durata dell’epidemia fino alla fine del 2020, sei mesi per tornare alla normalità e un completo isolamento dell’economia italiana.

Utilizzando lo scenario base, le imprese italiane perderebbero il 7,4% dei propri ricavi nel 2020, per poi riprendersi nell’anno successivo, in cui è previsto un aumento del 9,6%.

I settori maggiormente colpiti saranno gli alberghi, le agenzie di viaggio, le strutture ricettive extra-alberghiere, i trasporti aerei, l’organizzazione di eventi, la produzione di rimorchi e allestimento di veicoli, i concessionari auto, che vedrebbero una riduzione di oltre un quarto dei propri ricavi.

Viceversa, alcuni settori potrebbero beneficiare in maniera consistente dell’emergenza, come per esempio il commercio on line, la distribuzione alimentare moderna e gli apparecchi medicali.

Nel caso di scenario pessimistico invece, nel 2020 la perdita di fatturato per le imprese sarà pari al 17,8%. Nel 2021 si prevede un rialzo, che rimane però insufficiente a recuperare i livelli del 2019.

I settori con i maggiori impatti positivi e negativi sarebbero sostanzialmente gli stessi individuati nello scenario base, ma con impatti maggiormente elevati. Per esempio, si ipotizza che gli alberghi perderebbero quasi tre quarti dei propri ricavi nell’anno in corso.

L’intero documento è scaricabile qui:

 

Il giusto approccio per affrontare questa situazione di crisi è quello di essere positivi e dinamici. Soprattutto in situazioni di emergenza, mantenere il controllo è fondamentale.

Questo significa che ogni singolo Imprenditore deve mettere in campo azioni immediate per ridisegnare il modello di business aziendale. Non basta solamente sfruttare i sostegni pubblici a favore di imprese e famiglie, ma implica prendere delle decisioni per fare in modo di trasformare le difficoltà in opportunità.

Il nostro scopo è quello di fornire agli Imprenditori uno strumento per affrontare la crisi con il giusto approccio, per riuscire a superare nel migliore dei modi questo momento e farli trovare pronti per la ripartenza che sicuramente esploderà nei prossimi mesi.

Forniamo gli strumenti concreti per pianificare insieme agli Imprenditori la strategia per superare indenni questi mesi di emergenza e ripianificare al meglio l’organizzazione delle attività lavorative che hanno subito un cambiamento. Forniamo supporto anche per riprogrammare un modello di business per la ripartenza, per portare valore all’Azienda e ripartire più forti di prima.

Per saperne di più visita il nostro sito, e rimani aggiornato sulle nostre iniziative e i nostri contenuti speciali che pubblichiamo sulla nostra pagina facebook. Per qualsiasi chiarimento scrivici una mail a This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

 

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GLI EFFETTI DEL CORONAVIRUS SUL PIL DELL’ITALIA

Il rapporto di Confindustria sull’Italia e gli effetti della pandemia Covid-19 sul PIL del Paese e sulla sua economia.

L’ultimo rapporto del Centro Studi di CONFINDUSTRIA è incentrato sulla crisi sanitaria, sociale ed economica che interessa l’Italia, causata dall’epidemia di Covid-19.

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L’Italia sta affrontando una crisi senza uguali, che coinvolge i comportamenti individuali e collettivi, i rapporti di scambio commerciale, le attività produttive, gli affari pubblici.

Come abbiamo spiegato nel nostro articolo che puoi trovare qui, il giusto approccio per affrontare questa crisi è quello di essere positivi e dinamici, prendendo le giuste decisioni per trasformare le difficoltà in opportunità, e non subire passivamente i danni. Soprattutto in situazioni di emergenza, mantenere il controllo è fondamentale.

La posizione di Confindustria è la medesima: agire attivamente per affrontare questo periodo nel migliore dei modi ed essere pronti alla ripartenza quando l’emergenza sarà rientrata.

 

Secondo il rapporto, solamente una politica di strategie e interventi massivi a sostegno di famiglie e imprese potrà fare in modo che l’attuale recessione non si trasformi in depressione.

L’economia italiana è fortemente colpita dall’epidemia, a partire da febbraio 2020. La sospensione di quasi tutte le attività produttive industriali e commerciali va a sommarsi al crollo della domanda di beni e servizi, anche proveniente dall’estero. Inoltre non è ancora chiaro per quanto tempo questa situazione proseguirà.

Lo studio di Confcommercio si basa sull’ipotesi che la fase acuta dell’emergenza rientri nel mese di maggio 2020, con il 90% delle imprese manifatturiere riaperte alla fine del mese, per arrivare al 100% delle imprese aperte solamente a fine giugno 2020.

Con queste ipotesi la caduta stimata del PIL nel secondo trimestre 2020 rispetto all’ultimo trimestre del 2019 è attorno al 10%. La ripartenza per il secondo semestre 2020 sarà inoltre frenata dalla debolezza della domanda di beni e di servizi.

Chiaramente se la situazione sanitaria non dovesse rientrare nei tempi ipotizzati, tutte queste valutazioni andrebbero riviste al ribasso.

Confindustria prevede un calo del PIL del -6% nel 2020, mantenendo sempre l’ipotesi che la fase acuta dell’emergenza sanitaria termini a maggio. Si tratta di un crollo inaspettato a inizio anno, quando ancora l’emergenza sanitaria era fuori dai nostri confini, e superiore rispetto a quello del 2009.

A causa della pandemia che ha colpito tutto il mondo, anche l’export dell’Italia subirà un calo generale, stimato attorno allo -5,1% per il 2020. Inoltre, concorrenti esteri potrebbero approfittare delle attuali difficoltà della manifattura italiana per sottrarre quote di mercato.

Risulta indispensabile un piano di ripresa economica e sociale europeo o perlomeno nazionale, per agire in maniera efficace e immediata per preservare il tessuto produttivo italiano e per sostenere la ripartenza dell’attività economica nella seconda parte del 2020 e quindi nel corso del 2021. La fase emergenziale è in comune con tutte le aziende, piccole, medie e grandi e si deve intervenire per evitare una crisi di liquidità delle imprese nel breve periodo.

L’Italia deve muoversi subito, definendo il piano di aiuti per i prossimi mesi stanziando ingenti risorse.

Secondo Confindustria le azioni principali da mettere in campo devono comprendere: interventi urgenti per il sostegno finanziario di tutte le imprese e strumenti di sospensione delle scadenze fiscali.

Confindustria insieme con le Confindustrie tedesca e francese, ha proposto un piano europeo straordinario di entità pari a 3000 miliardi di euro di investimenti pubblici. Secondo le simulazioni contenute nel rapporto, finanziando con risorse europee e nazionali gli interventi necessari per le imprese, le famiglie e per gli investimenti pubblici e privati, è possibile far ripartire l’Italia seguendo un piano di medio termine.

Il rapporto completo del Centro Studi di Confindustria si trova al seguente link:

https://www.confindustria.it/home/centro-studi/temi-di-ricerca/congiuntura-e-previsioni/tutti/dettaglio/rapporto-previsione-economia-italiana-scenari-geoeconomici-primavera-2020

 

Tralasciando il grave aspetto sanitario della pandemia, la crisi economica globale generata dal virus Covid-19 ha bisogno di interventi tempestivi e straordinari.

Ogni singolo Imprenditore deve mettere in campo azioni immediate per ridisegnare il modello di business aziendale.

Il nostro scopo è quello di fornire agli Imprenditori uno strumento per affrontare la crisi con il giusto approccio, per riuscire a superare nel migliore dei modi questo momento e farli trovare pronti per la ripartenza che sicuramente esploderà nei prossimi mesi.

Per aiutare gli Imprenditori, abbiamo predisposto la nostra D.A.I.2020-DIAGNOSI AZIENDALE INIZIALE in versione al tempo del Covid-19.

La D.A.I. è uno STRUMENTO GRATUITO per mettere a fuoco l’Azienda e comprendere quali sono le PRIORITÀ di intervento su cui concentrare le risorse. Si riuscirà così a pianificare nel breve periodo un nuovo piano di business aziendale e a programmare degli interventi urgenti per fronteggiare questa situazione col giusto approccio.

 

Per saperne di più clicca qui.

Una caratteristica distintiva delle aziende durature è il modo in cui i loro leader reagiscono a momenti come questi.

 «Coloro che sopravvivono non sono i più forti o i più furbi, ma sono quelli che si adattano al cambiamento»

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