Sicurezza nella Qualità

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Hai troppi impegni e troppo poco tempo? IMPARA A DELEGARE

 

LA NEWS DEL MERCOLEDI

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Hai troppi impegni e troppo poco tempo?

IMPARA A DELEGARE!

 

L’organigramma aziendale è la rappresentazione grafica di quali legami funzionali o gerarchici tengono unite le persone all’interno dell’azienda. L'organigramma offre le risposte a molte domande quali: com'è suddivisa e strutturata una certa area, chi ne è il responsabile, quali figure rispondono a lui ed a quali risponde, quali flussi decisionali o comunicativi sono coinvolti, ecc.

Il mansionario è il documento il cui scopo è quello di ufficializzare ed evidenziare in forma scritta funzioni e compiti delle risorse umane dell'Azienda. In altre parole, il mansionario è il documento in cui si indicano le deleghe e le responsabilità che l’imprenditore cede ad una risorsa umana di fiducia ed in grado di assumerle.

Un organigramma aziendale ben fatto e mantenuto aggiornato, ed un mansionario completo e rappresentativo, definiscono chi in azienda decide, chi pianifica ciò che è stato deciso, chi fa ciò che è stato pianificato, chi controlla ciò che è stato fatto.

Generalmente le sei funzioni base di ogni azienda sono:

      - Direzione;

      - Amministrazione;

      - Vendite;

       - Produzione;

       - Marketing;

       - Risorse umane.

Quando un titolare copre più di una funzione (spesso quasi tutte) in qualità di responsabile, significa che sta sacrificando una parte rilevante del tempo che dovrebbe dedicare alla crescita dell’impresa, occupandosi invece di attività che potrebbe delegare in maniera efficace ad altri.

Il risultato è che ben presto il titolare si potrebbe trovare in una situazione di sovraccarico e l’azienda inesorabilmente smetterà di crescere.

In azienda ci sono attività che il titolare deve svolgere personalmente, ma ci sono anche compiti che non richiedono il suo intervento personale e che quindi può delegare ad altre figure.

La soluzione è quindi che il titolare scelga una strategia, cioè dove deve dedicare la maggior parte delle sue risorse, del suo tempo, delle sue competenze e delle sue energie. Dopodiché deve delegare le altre attività, assegnando le funzioni a risorse esistenti.

Delegare in maniera efficace porta i seguenti vantaggi:

       - Aumenta il tempo a disposizione di chi delega;

       - Diminuisce lo stress di chi delega;

       - Le energie di chi delega sono concentrate su attività mirate;

       - Favorisce lo sviluppo professionale del delegato;

       - Il delegato si sentirà parte attiva nel processo di raggiungimento degli obiettivi e di crescita dell’azienda;

       - Favorisce il senso di responsabilità del delegato.

Per sfruttare a pieno tutti questi vantaggi, in primo luogo il titolare deve decidere chiaramente quali sono le funzioni che può delegare.

Deve poi individuare le persone alle quali delegare le funzioni. In questa fase risulta utile avvalersi delle informazioni contenute nel mansionario.

Delegare significa anche saper spiegare in maniera semplice a chi deve svolgere il lavoro come questo dev’essere fatto e quali sono gli obiettivi da raggiungere. Il delegato deve comprendere quali sono le aspettative che il titolare ripone in lui. Il titolare deve valutare se ha messo a disposizione del delegato tutte le risorse e gli strumenti necessari per raggiungere gli obiettivi stabiliti.

Il titolare deve fissare delle scadenze temporali per i compiti. Le attività non dovrebbero essere svolte con urgenza, ma i tempi devono essere compatibili con il risultato richiesto.

È buona norma che periodicamente il titolare si confronti con il delegato per controllare l’avanzamento del lavoro e per farsi riferire una sintesi dei passaggi che il delegato dovrà fare e delle eventuali difficoltà che potrebbe trovare. Per fare questo può essere utile avvalersi di indicatori di prestazione a cui far riferimento per capire se la strada che si sta seguendo è quella giusta.

Tuttavia, il titolare in grado di delegare sa fidarsi dei suoi collaboratori e non ha bisogno di verificare costantemente in maniera compulsiva come procedono le attività. Inoltre il titolare deve lasciare una certa libertà di azione al delegato, e non deve sommergerlo di consigli. Non sono solamente le azioni a poter essere delegate, ma anche le decisioni. La capacità delle persone raddoppia quando sono investite di responsabilità e percepiscono di godere di fiducia.

Un buon manager è colui che sa delegare. Delegando, si aumenta la capacità realizzativa dei collaboratori e li si motiva ad ottenere risultati di pregio. Di conseguenza, si potenzia l’efficacia del gruppo e si ottiene la possibilità di porsi obiettivi più ambiziosi, sia a livello aziendale che personale.

 

PER CONOSCERE LE MIGLIORI STRATEGIE PER DELEGARE,

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"GESTIONE EFFICACE DEL TEMPO E DELLA DELEGA"

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Imparerai:

  • come organizzare il lavoro per priorità;
  • le tecniche per calcolare correttamente il tempo necessario per portare a termine le attività;
  • il metodo di gestione efficace della giornata e della settimana;
  • gli strumenti per redigere un piano d'azione;
  • le tecniche per non procrastinare;
  • come mappare le attività da delegare, cosa delegare e come delegare;
  • il metodo per scegliere i delegati e cosa aspettarsi da loro;
  • gli strumenti per la valutazione delle competenze dei collaboratori.

Per scaricare le informazioni riguardanti il corso e le modalità di partecipazione visita la pagina dedicata: https://lnkd.in/geqUcJH2.

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Hai investito in macchinari, attrezzature ed impianti? DIVENTA CONFORME 4.0

LA NEWS DEL MERCOLEDI

PILLOLE DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

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Hai investito in macchinari, attrezzature ed impianti?

DIVENTA CONFORME 4.0!

 

SE HAI ACQUISTATO UN MACCHINARIO CHE RIENTRA NELLA CATEGORIA DEI BENI 4.0, PUOI AVERE UN CREDITO D’IMPOSTA FINO AL 50% DELLE SPESE SOSTENUTE.

 

·         CHI PUÒ AVERNE ACCESSO

L’agevolazione si rivolge a tutte le imprese residenti nel territorio dello Stato indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico di appartenenza, dalla dimensione e dal regime fiscale di determinazione del reddito dell’impresa.

·         INTERVENTI AMMISSIBILI

Sono ammessi investimenti in beni strumentali nuovi, materiali o immateriali, indicati negli allegati A e B annessi alla legge 232/2016 (beni 4.0), destinati a strutture produttive ubicate nel territorio dello Stato.

·         NON SONO AMMESSI investimenti in:

  • aeromobili da turismo, navi e imbarcazioni da diporto, autovetture e autocaravan, ciclomotori e motocicli, veicoli adibiti ad uso pubblico;
  • fabbricati destinati all’industria, edifici e costruzioni;
  • condutture e condotte, materiale rotabile, ferroviario e tramviario, aeromobili;
  • beni gratuitamente devolvibili delle imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazioni, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti.

·         TEMPISTICHE DEGLI INVESTIMENTI E CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE.

   BENI STRUMENTALI NUOVI INDICATI NELL’ALLEGATO A DELLA LEGGE 232/2016 (BENI MATERIALI).

Ø  01/01/2022-31/12/2022 (30/06/2023 se entro il 31/12/2022 l’ordine è accettato e viene pagato un acconto di almeno il 20%):
credito d’imposta del 40% del costo per la quota di investimenti fino a euro 2,5 milioni;
credito d’imposta del 20% per la quota compresa tra euro 2,5 milioni e euro 10 milioni;
credito d’imposta del 10% per la quota compresa tra euro 10 milioni e euro 20 milioni.

Ø  01/01/2023-31/12/2025 (30/06/2026 se entro 31/12/2025 l’ordine è accettato e viene pagato un acconto di almeno il 20%):
credito d’imposta del 20% del costo per la quota di investimenti fino a euro 2,5 milioni;
credito d’imposta del 10% per la quota compresa tra euro 2,5 milioni e euro 10 milioni;
credito d’imposta del 5% per la quota compresa tra euro 10 milioni e euro 20 milioni;
credito d’imposta del 5% per la quota compresa tra euro 10 milioni e euro 50 milioni per investimenti inclusi nel PNRR con obiettivi di transizione ecologica (individuati con apposito decreto ministeriale).

   BENI INDICATI NELL’ALLEGATO B DELLA LEGGE 232/2016 (BENI IMMATERIALI).

Ø  16/11/2020-31/12/2023 (30/06/2024 se entro il 31/12/2023 l’ordine è accettato e viene pagato un acconto di almeno il 20%): credito d’imposta del 20% del costonel limite massimo di costi ammissibili pari a euro 1 milione;

Ø  01/01/2024-31/12/2024 (30/06/2025 se entro il 31/12/2024 l’ordine è accettato e viene pagato un acconto di almeno il 20%): credito d’imposta del 15% del costonel limite massimo di costi ammissibili pari a euro 1 milione;

Ø  01/01/2025-31/12/2025 (30/06/2026 se entro il 31/12/2025 l’ordine è accettato e viene pagato un acconto di almeno il 20%): credito d’imposta del 10% del costonel limite massimo di costi ammissibili pari a euro 1 milione.

·         COME AVVALERSI DEL CREDITO D’IMPOSTA

Le imprese che intendono avvalersi del credito d’imposta per l’acquisto di beni 4.0 sono tenute a produrre una perizia asseverata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui agli allegati A e B della Legge 232/2016, e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. 

Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a euro 300.000,00, l’onere documentale può essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

·         CLASSIFICAZIONE E REQUISITI DEI BENI INDICATI NELL’ALLEGATO A

Focalizzando l’attenzione sui beni materiali in chiave Industria 4.0 e seguendo la classificazione contenuta nell’Allegato A alla legge n. 232/2016, essi possono essere suddivisi in tre macrocategorie:

1) i beni strumentali il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati o gestito tramite opportuni sensori e azionamenti;

2) i sistemi per l’assicurazione della qualità;

3) i dispositivi per l’iterazione uomo macchina e per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza del posto di lavoro in logica 4.0.

I beni di cui al precedente punto 1) devono necessariamente possedere cinque caratteristiche obbligatorie nonché almeno due su tre delle ulteriori caratteristiche previste dalla normativa.

Così come individuate dalla circolare n. 4/E del 30 marzo 2017, i cinque requisiti obbligatori sono elencati nel seguito:

- controllo per mezzo di CNC e/o PLC;

- interconnessione ai sistemi informatici di fabbrica con caricamento da remoto di istruzioni e/o part program;

- integrazione automatizzata con il sistema logistico della fabbrica o con la rete di fornitura e/o con altre    macchine del ciclo produttivo;

- interfaccia tra uomo e macchina semplici e intuitive;

- rispondenza ai più recenti parametri di sicurezza, salute e igiene del lavoro.

Inoltre, i suddetti beni devono essere dotati di almeno due tra i seguenti ulteriori requisiti per renderli integrabili a sistemi cyberfisici:

- sistemi di tele manutenzione e/o telediagnosi e/o controllo in remoto;

- monitoraggio continuo delle condizioni di lavoro e dei parametri di processo mediante opportuni set di sensori e adattività alle derive di processo;

- caratteristiche di integrazione tra macchina fisica e/o impianto con la modellizzazione e/o la simulazione del proprio comportamento nello svolgimento del processo.

Con riferimento, invece, ai sistemi e ai dispositivi di cui ai precedenti punti 2) e 3), il rispetto delle caratteristiche c.d. “5+2” non è essenziale, essendo necessaria esclusivamente l’interconnessione del bene. 

Il requisito dell’interconnessione viene soddisfatto nel momento in cui, il bene oggetto di investimento:

- scambi informazioni con sistemi interni e/o esterni per mezzo di un collegamento basato su specifiche documentate, disponibili pubblicamente e internazionalmente riconosciute (i.e. HTTP, MQTT, etc.);

- sia identificato univocamente, al fine di riconoscere l’origine delle informazioni mediante l’utilizzo di standard di indirizzamento internazionalmente riconosciuti.

La perdita di anche uno solo dei requisiti previsti, negli anni successivi all’effettuazione dell’investimento, potrebbe comportare una revoca del beneficio; si pensi, ad esempio, al venir meno del requisito della teleassistenza o ad una riorganizzazione aziendale che determini il mancato utilizzo permanente del bene.

Pertanto, nell’approcciarsi a tali benefici, risulta indispensabile il coinvolgimento di figure professionali esperte che assistano nella pianificazione strategica dell’investimento e nel monitoraggio e controllo degli sviluppi, in un’ottica di crescita, miglioramento e certezza, anche nel tempo, per l’azienda stessa.

Se desideri approfondire ulteriormente l’argomento o hai delle domande specifiche scrivici il tuo indirizzo mail al seguente link:

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Ogni mercoledì pubblichiamo un articolo contenente elementi di valore per migliorare l’organizzazione della tua Azienda, non perderti questo appuntamento fisso:

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Intanto ti auguro buon lavoro.

Alessandro

PILLOLE DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE: IL METODO DELLE 5S

LA NEWS DEL MERCOLEDI

PILLOLE DI ORGANIZZAZIONE AZIENDALE

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Lo conosci il detto:

"UN POSTO PER OGNI COSA E OGNI COSA AL SUO POSTO"?

 

Questo detto deriva dal fatto che esiste un METODO DI GESTIONE snello, a basso investimento e ad alto impatto in grado di creare uno spazio di lavoro più organizzato e produttivo.

Sembra incredibile, ma applicando abitualmente alcuni semplici consigli, molte aziende hanno migliorato il benessere dei dipendenti e reso i processi di lavoro più efficienti e produttivi.

Tale metodo viene definito 5S ed è stato originariamente sviluppato dal direttore di produzione giapponese Taiichi Ōnoper della casa automobilistica Toyota. A metà del secolo scorso la Toyota era arrivata a un bivio a causa della mancanza di risorse; in seguito, come è ormai risaputo, nonostante le condizioni difficili è riuscita a celebrare grandi successi grazie proprio al metodo 5S.

Da allora, il concetto 5S è salito alla ribalta in tutto il mondo, e anche se molti imprenditori non lavorano consapevolmente con il 5S, perseguono comunque l'obiettivo di un ambiente di lavoro efficiente e spesso, inconsapevolmente, applicano l'una o l'altra regola di questo metodo di gestione.

MA IN COSA CONSISTE IL METODO DELLE 5S?

Scopriamolo subito.

Esso si può RIASSUMERE in 5 semplici step:

1.    SEPARARE = elimina ciò che non è necessario.

2.    SISTEMARE = organizza e sistema ciò che rimane dopo la separazione

3.    SPLENDERE= pulisci e ispeziona l'area di lavoro.

4.    STANDARDIZZARE = definire degli standard per l’intero metodo delle 5S.

  1. SOSTENERE = applica costantemente gli standard del metodo delle 5S.

Ricordati però che ciascun step è di fondamentale importanza per il raggiungimento dell’obiettivo organizzativo dell’Azienda. Se applicati separatamente o addirittura solo saltuariamente non riuscirai raggiungere i risultati sperati, anzi potresti rischiare di sprecare ulteriore tempo.

Comunque, per farti comprendere la semplicità del metodo, ti porto QUALCHE ESEMPIO.

1.  Per il primo step (SEPARARE) un esempio di applicazione potrebbe essere la suddivisione dei materiali in relazione alle necessità. Così facendo si darà il via ad un’area di lavoro organizzata.

2.  Per quanto riguarda la fase di SISTEMARE si potrebbe implementare etichettando o suddividendo in contenitori i diversi materiali. In questo modo ciascun articolo sarà individuabile molto più facilmente.

3.  Terzo step, attraverso la pulizia dell’area di lavoro, sarà più semplice individuare malfunzionamenti o rotture dei macchinari presenti prima che interferiscano con la produzione.

4.  STANDARDIZZARE è il ponte di collegamento tra i tre passaggi visti in precedenza e l’ultimo. Questo step trasforma le singole azioni individuate dal 5S in un METODO delle 5S vero e proprio. In altre parole, si passa da un progetto unico dedicato alla situazione specifica a un insieme replicabile di attività da utilizzare abitualmente in situazioni simili in contesti ed ambienti diversi. Un modo per implementare questa azione può essere la creazione di specifici “kit” che contengono i materiali necessari per svolgere un compito specifico.

5.L’ultimo step, definito dal SOSTENERE è sicuramente il primo per importanza. Infatti, se applicato correttamente è in grado di trasformare le buone intenzioni e le buone abitudini previste per un unico progetto dedicato alla situazione specifica, a un insieme riproducibile di attività applicabile a tutti gli ambienti e a tutti settori. Questo perché il SOSTEGNO questo prevede l’attuazione continua del METODO 5S attraverso la creazione di un programma ben pianificato, la definizione di istruzioni operative, la necessità di una supervisione da parte dei responsabili finché non si arriva alla fase di adattamento al nuovo metodo di lavoro.

Ti ricordo che applicare questo semplice METODO alla tua organizzazione porta immediatamente dei grandi vantaggi in questi ambiti:

·         Sicurezza: l’applicazione delle 5S rende il posto di lavoro più sicuro per chi ci lavora;

·         Ergonomia: la disposizione di attrezzature e materiale risulta migliore e quindi migliori risultati standardizzati;

·         Qualità: migliorando il processo conseguentemente migliora il prodotto finale;

·         Risorse: si favorisce la comunicazione e quindi il coinvolgimento delle persone e conseguentemente la loro produttività aumenta;

·         Spazio: si riduce lo spazio necessario, perché come sai, tanta disorganizzazione necessita anche di tanto spazio da occupare.

Ora che hai compreso l’importanza del MEDOTO 5S hai due strade da poter percorrere:

STRADA N°1.

Segui la via Fai da te. Leggi o fai leggere ad uno dei tuoi collaboratori o manager questo articolo o altri post nel web che parlano dall’argomento o dedichi giornate per dare una scorsa ad un libro sulle 5S e poi ti inventi come calarlo nella tua realtà. Si tratta di una strada certamente fattibile ma naturalmente molto più faticosa e costosa ed inoltre non ti assicura di ottenere risultati tangibili.

 

Oppure

 

STRADA N°2.

Ti affidi a chi, come noi, ha l’obiettivo di aiutare le PMI ad ottimizzare i costi, a riorganizzare i reparti aziendali, a trovare vie di innovazione fattibili e a misura delle esigenze di una PMI. Con la garanzia di ottenere un risultato positivo.

 

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Intanto ti auguro buon lavoro.

Alessandro

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FAQ SUL CORSO DI FORMAZIONE FINANZIATO TRAMITE IL BANDO FSE

 

FAQ SUL CORSO DI FORMAZIONE FINANZIATO TRAMITE IL BANDO FSE:

GESTIONE EFFICACE DEL TEMPO E DELLA DELEGA

Rif. corso n. 1 del catalogo formativo

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Domanda:sono un libero professionista con regime di fatturazione forfetario. La Regione, mi rimborsa anche l'IVA?

Risposta:no. Il valore del Voucher di Regione Lombardia è di €2.000,00. In questo caso l'IVA resta a carico del partecipante.

 

Domanda:quanto tempo passa prima di ricevere il rimborso da Regione Lombardia?

Risposta:il rimborso viene erogato direttamente da Regione Lombardia all'azienda del partecipante o al partecipante stesso nel caso sia un libero professionista. Si legge infatti al punto D.11 dell'allegato A dell'azione 8.6.1. che l'atto di liquidazione da parte di Regione Lombardia avviene "Entro 60 giorni solari dalla data di presentazione della richiesta di liquidazione (salvo eventuali richieste di integrazioni)".

 

Domanda:che tipo di bandi finanziano questo corso?

Risposta:si parla del bando POR FSE 2014-2020: Formazione Continua 2022 - Voucher aziendali.

 

Domanda:abbiamo intrapreso un piano formativo finanziato dal Fondo Nuove Competenze dell'ANPAL. Possiamo inserire la formazione continua all'interno del piano formativo dell'ANPAL?

Risposta:no. I benefici della formazione continua e del Fondo Nuove Competenze non sono cumulabili.

 

Domanda:sono dipendente di una ditta che ha sede legale in Toscana. Posso partecipare comunque al master e avere diritto al rimborso?

Risposta:gli interventi rimborsati nell'ambito dell'Avviso "POR FSE 2014-2020: Formazione Continua 2022" sono rivolti a:

  • lavoratori dipendenti di micro, piccole, medie e grandi imprese assunti presso una sede operativa/unità produttiva localizzata sul territorio di Regione Lombardia;
  • titolari e soci di micro, piccole, medie e grandi imprese con sede legale in Lombardia e iscritte alla Camera di Commercio di competenza;
  • lavoratori autonomi e liberi professionisti con domicilio fiscale localizzato in Lombardia che esercitano l'attività sia in forma autonoma sia in forma associata.

 

Domanda:siamo una ditta pugliese che ha una dipendente residente in Lombardia. Possiamo ottenere il rimborso?

Risposta:purtroppo no. Gli interventi rimborsati nell'ambito dell'Avviso "POR FSE 2014-2020: Formazione Continua 2022" sono rivolti a lavoratori dipendenti assunti presso una sede operativa/unità produttiva localizzata sul territorio di Regione Lombardia. La residenza in Lombardia del dipendente non dà diritto al voucher formativo.

 

Domanda:qualora il corsista assegnato al voucher si dovesse dimettere, il voucher decade o potrebbe passare a un collega che lo sostituisce?

Risposta:il voucher è vincolato al nome del corsista: non è possibile sostituire il corsista una volta presentata la domanda di voucher, tantomeno a corso avviato.

 

Domanda:siamo una società con sede in Lombardia, possiamo organizzare un corso per i nostri dipendenti ma svolgerlo presso una struttura fuori dalla Lombardia?

Risposta:è stato chiarito che il corso, se in presenza, deve essere erogato sul territorio della Regione Lombardia.

 

  

Ti auguro buon lavoro.

Alessandro

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CORSO: GESTIONE EFFICACE DEL TEMPO E DELLA DELEGA

VOI OCCIDENTALI AVETE L'ORA,

MA NON AVETE MAI TEMPO 

Mahatma Gandhi

Lo si nomina ogni giorno, ma cosa è effettivamente il tempo?

Dargli una definizione è una grande sfida, che attanaglia da secoli filosofi e fisici.

Di sicuro, il tempo è l’unica risorsa limitata che una persona ha a disposizione e sprecarlo è un qualcosa di totalmente inutile.

Molto spesso diciamo: “Ho troppo lavoro, non ho nemmeno il tempo di guardarmi allo specchio!”.

Ma è davvero così? È il lavoro ad essere troppo o siamo noi a non saper gestire al meglio il tempo che è a nostra disposizione?

D’altronde sono le nostre scelte, ma soprattutto le nostre abitudini, che ci portano a pesare le attività che svolgiamo durante le nostre giornate, in relazione all’urgenza e all’importanza che queste hanno.

Ma come si fa a definire se un’attività è più urgente o più importante di un’altra?

Come si può aver tempo sia per il dovere sia per il piacere, quando si è sommersi dal lavoro?

Scoprilo con un corso rimborsato al 100% dalla Regione Lombardia.

PRENOTA SUBITO IL TUO POSTO CLICCANDO QUI: https://lnkd.in/g3CWwCu.

Il corso si chiama “GESTIONE EFFICACE DEL TEMPO E DELLA DELEGA”.

 

I SOGGETTI DESTINATARI sono:

  • - Lavoratori dipendenti;
  • - Titolari e soci;
  • - Collaboratori di imprese familiari;
  • - Artigiani;
  • - Lavoratori autonomi;
  • - Liberi professionisti.

di aziende o studi con almeno una sede, anche operativa, in Lombardia.

La DURATA:

40 ore totali con sessioni settimanali da 4h

Le MODALITÀ:

- ONLINE

- presso l'Azienda (in presenza o tramite webinar a discrezione dell'Azienda). In questo caso avrai un ulteriore grande vantaggio, in quanto il corso avrà un taglio più specifico e improntato sulla realtà e sulle necessità della tua azienda. Il numero minimo di partecipanti per ciascuna azienda deve essere di sei persone.

CONTENUTI del corso prevedono:

  • - come organizzare il lavoro per priorità;
  • - le tecniche per calcolare correttamente il tempo necessario per portare a termine le attività;
  • - il metodo di gestione efficace della giornata e della settimana;
  • - gli strumenti per redigere un piano d'azione;
  • - le tecniche per non procrastinare;
  • - come mappare le attività da delegare, cosa delegare e come delegare;
  • - il metodo per scegliere i delegati e cosa aspettarsi da loro;
  • - gli strumenti per la valutazione delle competenze dei collaboratori.

 

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Ti auguro buon lavoro.

Alessandro

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